Il lungo arenile, ampio e sabbioso, è interrotto solamente da un suggestivo scoglio su cui sorge la Torre Talao, simbolo di Scalea. Dei 20 punti campionati sulla costa, 8 risultano oltre i limiti di legge.E tra questi, 6 sono stati giudicati “fortemente inquinati” e 2 “inquinati” (l’anno scorso ne erano stati contati 9). "Lo stato dei litorali italiani”, volume del 2006, rileva come dei 38 km della costa ionica, ben 28 siano in erosione (circa il 70%). In Calabria vi sono i cosiddetti “malati cronici” ovvero i casi dove la mancata depurazione resta un problema irrisolto da troppi anni. FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali >400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >1000 UFC/100ml. ROCCELLA JONICA Quindici dei ventidue punti monitorati lungo le coste calabresi presentano cariche batteriche elevate, in prossimità di foci di fiumare e torrenti dove, spesso, i bagnanti ignari, vi si immergono pure, vista l’assenza dei cartelli informativi relativi alla qualità delle acque e al divieto di balneazione. Per restare sempre aggiornati gratuitamente. Ilreporter.it è il sito d’informazione online de Il Reporter, il magazine free press che ogni mese fa conoscere storie, curiosità, tradizioni e personaggi della città. Praia a Mare. È il caso di Isola Capo Rizzuto, in località Le Castella, in piena Area Marina Protetta, alla foce del canale presso la spiaggia a destra del castello. Non va meglio per le acque marine: dei 259 campioni prelevati lungo le coste – di cui il 47% nei pressi delle foci di fiumi e canali – il 34% è risultato inquinato o fortemente inquinato. Ecco perché anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Occorrerebbe attivare una pianificazione degli interventi per semplificare e non complicare il sistema naturale costiero, attraverso un monitoraggio frequente della morfologia costiera allo scopo di analizzare in dettaglio il trasporto litoraneo delle sabbie (che in questo tratto costiero scorre da sud-ovest verso nord-est), con l’obiettivo di mantenere il più possibile una struttura di difesa naturale, rappresentata in primis dalla spiaggia emersa/sommersa e dalla sua capacità resiliente, evitando irrigidimenti della costa che non sono in fase con la sua naturale dinamicità. (P.IVA 02193320781), Lido di Camaiore – Fosso dell’Abate – Photo: Goletta Verde/Legambiente. ... la principale causa di inquinamento del mare. Dei cinque punti monitorati sulla costa jonica e tirrenica della Basilicata, solo due risultano oltre i limiti di legge, di cui uno giudicato “inquinato”, ovvero la foce del fiume Cavone a Scanzano Jonico; l’altro, Nova Siri, “fortemente inquinato”. Tre i punti campionati in provincia di Matera, sulla costa jonica: spiaggia di Marina di Pisticci, risultato entro i limiti di legge, la foce del fiume Cavone, in località Terzo Cavone, tra i territori comunali di Pisticci e Scanzano Jonico, risultato “inquinato”, e la foce del canale Toccacielo a Nova Siri è risultato “fortemente inquinato”. La campagna 2020 è inoltre realizzata con il contributo di Fastweb. È risultato “inquinata” la foce del torrente Carrione a Marina di Carrara. Tra le aree maggiormente inquinate troviamo le foci sul Lago di Garda, gli scarichi sul Lago d’Iseo, nonché le foci dei torrenti sul Lago Maggiore e sul Lago di Como. Simile la situazione sulle spiagge, dove l’83% dei rifiuti è costituito da plastica. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato, secondo i tecnici di Goletta Verde, da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva in mare. Nella provincia di Vibo Valentia in 5 casi su 6 sono presenti cariche batteriche elevate. 2020 13:50 | 0 commenti. “L'obiettivo è quello di scovare le criticità presenti nei sistemi depurativi e, purtroppo, anche quest'anno il quadro che i dati ci restituiscono è quello di una regione che ancora evidenzia sia le carenze di un sistema di depurazione spesso non adeguato o inefficiente, che si somma alle pressioni degli scarichi industriali e di reflui di origine zootecnica. In Basilicata sono stati tre i punti campionati in provincia di Matera, sulla costa jonica. Secondo  gli ambientalisti dunque   la giusta soddisfazione per la bandiera blu non deve far perdere di vista questo elemento molto negativo e problematico. Su questo tratto solo potrà sventolare la bandiera blu e le attività turistiche presenti ne avranno certamente un ritorno in termini economici. In diverse regioni del centro e del sud tra cui Lazio, Campania, Calabria e Sicilia il numero di punti fortemente inquinato è superiore alla media poiché risultano assenti gli impianti di depurazione e di allacciamento alla rete fognaria. Nei quasi otto chilometri di litorale si intervallano numerosi lidi ben attrezzati e che offrono qualsivoglia servizio. La denuncia sulle carenze depurative da parte di Legambiente vuole provare a superare questo deficit cronico, anche per tutelare il turismo e le eccellenze dei territori. Si sono concluse le ... mentre per quanto riguarda l’acqua prelevata lungo le coste un campione su tre è troppo inquinato. L'INFORMAZIONE LOCALE, PROVINCIALE E REGIONALE. In provincia di Vibo Valentia, su 6 punti monitorati, 5 sono stati giudicati fortemente inquinati ovvero a Joppolo, frazione Coccorino porticello, alla foce del torrente Mandricelle; a Ricadi, in località Turiano, alla foce del torrente Ruffa; a Briatico, in località Piana di Vada, alla foce del torrente Murria; a Vibo Marina, Bivona, alla foce del fosso Sant’Anna; e a Pizzo, Calamaio, alla foce del fiume Angitola. A pagarne lo scotto sono i cittadini e soprattutto la qualità delle acque del nostro mare e dei nostri laghi, minacciati anche da rifiuti e illegalità ambientali” ha dichiarato Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente. A confermare il triste primato è, ancora una volta, come avviene ormai da almeno dieci anni, l’analisi autonoma del team di Goletta Verde di Legambiente, con un poco rassicurante “fortemente inquinato”, per valori di batteri fecali (enterococchi ed escherichia coli) più che raddoppiati rispetto ai limiti di legge. Praia  a Mare oscilla tra il primato della bandiera blu e il fanalino di coda di tratti di mare inquinato. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo». Praia a Mare, è l’abitato la fonte di inquinamento del mare. Foci di fiumi e torrenti, scarichi e piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge rappresentano i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani o agli scarichi illegali che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano in mare. In provincia di Catanzaro, entro i limiti il punto monitorato a Montepaone lido/Soverato, alla spiaggia presso fosso Beltrame, mentre è risultato fortemente inquinato il campionamento effettuato a Lamezia Terme/Gizzeria, in località Marinella/Gizzeria Lido, alla foce del torrente Spilinga. A parlarne, nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri a Marina di Pisticci, sono stati Antonio Lanorte, presidente di Legambiente Basilicata, Laura Stabile, presidente di Legambiente Pisticci, Stella Bonavita, presidente di Legambiente Policoro, Maurizio Rosito, presidente di Legambiente Montalbano Jonico e Luciano Castrignano, responsabile per la comunicazione di Goletta Verde di Legambiente Basilicata. Firenze, Via Giovanni dalle Bande Nere, 24, Telefono 055 6587611Email Per questo torniamo a chiedere ai Comuni costieri una maggiore attenzione sugli spazi pubblici costieri finalizzate all’adozione di soluzioni efficaci per la gestione dei rifiuti, la gestione delle aree di parcheggio spesso prese d’assalto dai mezzi di trasporto privati e a difesa dei sistemi dunali, veri e propri scrigni di biodiversità per la nostra Regione", ha evidenziato Stella Bonavita, presidente del circolo di Legambiente di Policoro. Sono otto le località più compromesse della costa toscana secondo i rilievi svolti dal team di Legambiente. In Basilicata è possibile ripartire dal blu. Le criticità sono naturalmente riscontrabili soprattutto alle foci di fiumi e canali artificiali, luoghi spesso molto frequentati dai bagnanti nel periodo estivo”, ha aggiunto. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli). L'obiettivo raggiunto è stato quello di presentare una Maratea diversa, fatta non solo di bellezze naturali ma anche capace di stimolare e soddisfare le esigenze degli ospiti che amano la natura e gli sport estremi. Negli ultimi 3 anni di ricerche in mare su 1756 km monitorati, Legambiente ha contato 111 rifiuti per ogni km di mare e almeno un terzo è plastica monouso. Le località costiere, inoltre, spesso pagano problematiche che si estendono fino ai comuni dell’entroterra. Per la prima volta quest’anno, la campagna ambientalista non segue il classico itinerario coast to coast a bordo dell’imbarcazione, che si prende una piccola pausa, nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposte dalla pandemia. Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Sede legale Via Rossini,2 – 87040 WWF e Legambiente presentano un dossier sul rischio di inquinamento da idrocarburi delle acque dolci e marino-costiere abruzzesi. Il cartello informativo sulla qualità delle acque, obbligatorio per legge da diversi anni e che dovrebbe essere presente in ogni punto di accesso sulla costa al mare, è assente su 4 delle 5 zone monitorate in Basilicata. LEGENDAFacendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente: INQUINATO = Enterococchi intestinali >200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli >500 UFC/100ml. “Anche quest’anno il viaggio delle due Golette ci conferma come in Italia la cattiva depurazione resti una delle principali opere incompiute del nostro Paese, per la quale siamo già stati condannati dall’Ue a pagare 25 milioni di euro, cui se ne aggiungono 30 ogni semestre di ritardo nella messa a norma. Se gestito e rigenerato correttamente, può divenire una risorsa preziosa che torna a nuova vita sotto forma di basi lubrificanti. Le località costiere, inoltre, spesso pagano problematiche che si estendono fino ai comuni dell'entroterra. L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che, se smaltito impropriamente, può determinare gravi effetti inquinanti. Tag Archives: mare inquinato. A confermare il triste primato è, ancora una volta, come avviene ormai da almeno dieci anni, l’analisi autonoma del team di Goletta Verde di […] Una situazione che Goletta Verde denuncia da anni, e dove ogni volta constata la presenza di numerosi bagnanti ignari. Considerato inquinato, invece, il punto monitorato a Bagnara Calabra, alla foce del torrente, mentre entro i limiti i valori riscontrati a Villa San Giovanni, in località lungomare Cenide, sulla spiaggia presso l’omonimo lungomare, e a Bianca sulla spiaggia fronte fiumara Laverde. Il monitoraggio delle acque in Basilicata è stato eseguito lo scorso 29 giugno da volontari e volontarie dell'associazione. Entro i limiti i due punti monitorati in provincia di Potenza, sulla costa tirrenica: si tratta della spiaggia di Castrocucco, e della foce del fiume Fiumicello, in località Fiumicello/Santa Venere, entrambi ricadenti nel territorio comunale di Maratea. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Nel tratto tirrenico, invece, si registrano criticità per rischio geologico di crolli delle coste alte e il 90% del litorale risulta a rischio per la presenza di insediamenti turistici. L'INFORMAZIONE LOCALE, PROVINCIALE E REGIONALE. In Calabria su 22 punti monitorati ben oltre la metà risultano contaminati: critica la situazione alle foci di fiumare e torrenti. COPYRIGHTIl Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA, Facebook Altravoce Facebook Basilicata Facebook Calabria Facebook Campania Twitter Youtube. E tra questi, 6 sono stati giudicati “fortemente inquinati” e 2 “inquinati” (l’anno scorso ne erano stati contati 9). Serve anche la collaborazione dei cittadini: oltre a non abbandonare rifiuti e a raccogliere quando possibile quelli abbandonati da altri, Legambiente invita a segnalare chiazze o inquinamento sospetto nelle acque di mari, laghi e fiumi, così da poter intervenire tempestivamente a tutela delle acque. Gli oggetti più frequenti, tra quelli raccolti, sono i mozziconi di sigarette (133 pezzi, l'11,6% del totale), seguiti da tappi e coperchi (6,0%) e reti e pezzi di rete (4,8%), stoviglie usa e getta (4%) e fili da pesca in nylon (3,8%). Ecco perché, a fronte di una situazione insostenibile e che già l’anno scorso ci ha visti impegnati in prima linea nel presentare esposti rispetto a gravi casi di mancata depurazione, siamo pronti a denunciare nuovamente i responsabili di un problema che non può essere risolto semplicemente con l’affissione di un cartello di balneazione, provvedimento sì necessario ma non sufficiente, nella speranza di avere una qualità delle acque migliore rispetto a quella che bagna la nostra terra da quasi dieci anni a questa parte». Attivo dal 1984 anni, il conou garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno in Calabria il Consorzio ha recuperato 2.033 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente. Media partner è la Nuova Ecologia. Basti pensare che, dall’inizio della sua attività, il Consorzio ha salvato dall’inquinamento una superficie grande due volte il mar Mediterraneo” dichiara Paolo Tomasi, Presidente del CONOU. Le criticità maggiori riguardano però soprattutto il versante costiero tirrenico, in particolare in Toscana, dalla Partaccia a Camaiore. Altri due record negativi all’Isola d’Elba, dove è risultato “fortemente inquinato” il punto sulla spiaggia del Moletto del pesce a Marciana Marina e “inquinato” il punto sulla foce tra il Fosso di Mola e il Fossone Centrale a Capoliveri. «In Calabria è emergenza depurativa. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. La mascherina è obbligatoria anche in macchina? Nella provincia di Vibo Valentia in 5 casi su 6 sono presenti cariche … Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare". «Un’istantanea utile a individuare criticità e ragionare sulle soluzioni, senza voler fornire patenti di balneabilità. GLI OLII ESAUSTI Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti da tecnici e volontari di Legambiente. 5 years ago | 2 views. Se Praia a Mare può vantarsi di essere l’unico comune della costa tirrenica ad essere stato insignito delle bandiera blu, sottolineano gli ambientalisti  “non bisogna ignorare che allo stesso tempo, insieme al comune di Paola è l’unico comune della fascia tirrenica cosentina ad avere dichiarato non balneabile un proprio tratto di mare”. Permangono le criticità sulla cartellonistica informativa rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria ormai da anni per i Comuni, non viene ancora rispettata. Nei tratti di costa considerati non balneabili, nel 70% dei casi non è presente alcun divieto di balneazione e dunque non esiste un’informazione adeguata per eventuali bagnanti, che possono correre rischi non da poco. I volontari e le volontarie di Legambiente hanno monitorato in questi giorni la presenza di rifiuti sulla spiaggia presso il lido La Duna a Policoro (Matera). Pronti esposti sul pessimo funzionamento dei sistemi di depurazione». Nel 2019 il CONOU ha provveduto in Basilicata alla raccolta di 1.048 tonnellate di olio lubrificante usato. Il monitoraggio delle acque in Basilicata è stato eseguito lo scorso 29 giugno da volontari e volontarie dell’associazione. «La difesa dell’ambiente e in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del Conou, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione. La plastica è di gran lunga il materiale più frequente, pari al 70,5% del totale dei rifiuti rinvenuti, seguita da metallo (10,1%), legno trattato (4,5%), carta/cartone (4,4%) e vetro/ceramica (4,2%). Presenta 2537 articoli relativi a: Scalea ; Data dell'ultima notizia: Mercoledì, 11 Novembre 2020 ; Titolo dell'ultima news: Investe ed uccide donna e fugge, arrestato pirata strada ; La storica campagna di Legambiente è dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. Una contraddizione questa che le associazioni ambientaliste Italia Nostra , Comitato per le bonifiche dei terreni fiumi e mari della Calabria e il Movimento ambientalista dell'alto Trreno cosentino  hanno evidenziato, sollecitando la regione Calabria ad intraprendere tutti i controlli del caso per rimuovere i fattori di inquinamento in vista della stagione estiva. Browse more videos. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.
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