Noi siamo discepoli di Mosè! Il titolo è ovviamente ironico, queste persone ritratte non stanno dormendo volontariamente all’aperto, ma sono costrette dalla loro condizione di senza fissa dimora a trovare un posto dove ripararsi nella notte. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». 5 Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Rispose: «Non lo so». Sovverte definitivamente la prospettiva tradizionale, non attribuisce più il peccato alla malattia, ma alla presunzione di conoscenza. 31 Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Dette queste parole, fa un gesto di cura, terapeutico: impasta della polvere con la sua saliva e la spalma sugli occhi del cieco. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Ci dispiace. Noi siamo discepoli di Mosè! In tal modo ripete il gesto con cui Dio ha creato Adam, il terrestre, plasmandolo dalla polvere del suolo (cf. Dai medici agli infermieri, da Confindustria ai sindacati ecco la petizione: ''Ci dica la reale situazione del contagio'', Ancora nessuna traccia di Nicolàs Garcia, l’appello della madre: “Lo stiamo cercando, aiutateci a trovarlo”, Coronavirus, Segnana: ''Ad oggi fatti circa 500 tamponi antigenici nelle farmacie'' ma solo a Piedicastello sono 1.197. Non è un gesto di magia, ma un gesto umanissimo: l’uomo non vedente si sente toccato da Gesù, sente le sue dita e il fango sui propri occhi, sente di poter mettere fiducia in chi lo ha “visto” e lo ha riconosciuto come una persona nel bisogno. La prima scena (vv. Saputo che quell’uomo è stato espulso dalla sinagoga, Gesù lo va a cercare e, trovatolo, gli pone una domanda, da cui nasce il dialogo che costituisce il vertice di questa pagina: - “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”.- “E chi è, Signore, perché io creda in lui?”.- “Lo hai visto: è colui che parla con te”.- “Credo, Signore!”. Attribuendo a Gesù il titolo di Kyrios, Signore. 4 Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Ed egli rivendica con forza la propria identità: “Sono io, che prima ero cieco e ora ci vedo”. Il messaggio della pericope è interamente incentrato sulla persona di Gesù, che continua a rimanere al centro della scena anche se dopo la narrazione iniziale del miracolo passano in primo piano le diverse reazioni degli attori, le polemiche, gli interrogatori: tutto infatti si riferisce a lui. Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore». 2Re 5,10-12), egli crede alle parole di Gesù come parole potenti, efficaci, e così trova quella vista che mai aveva avuto. Ora ci vedo: il cieco nato 4 visualizza scarica. Gesù invece rifiuta questo sguardo, lo sguardo dei discepoli, non propone alcuna spiegazione a quella cecità, al male sofferto dal cieco, e con una reazione di umanissima compassione si avvicina al cieco e si mette a operare per sopprimere il male e far trionfare la vita. Ci metti a disagio. 30 Rispose loro quell'uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. 10 Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». 26 Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Svolgimento della lezione. Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». Il suo è uno sguardo diametralmente opposto a quello colpevolizzante dei discepoli, uno sguardo che dice interesse per la sofferenza umana e volontà di cura conforme al desiderio di Dio. 18-23): non accettando la dichiarazione dell’uomo guarito, questi uomini religiosi fanno chiamare i suoi genitori e li interrogano sulla cecità del loro figlio. Ed egli diceva: «Sono io!». Infatti egli non si chiede da dove venga la malattia, non giudica l'uomo che ha davanti a causa della sua menomazione, ma vede in essa il campo in cui impiantare il seme della parola di Dio, affinché «in lui siano manifestate le opere di Dio». 19 E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? 11 Egli rispose: «L'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: «Va' a Sìloe e làvati!». 13 Condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14 era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Ma l'intenzione della Pat sembra opposta visto che è arrivata una comunicazione anche ai privati di eseguirli solo con le prescrizioni mediche, Ancora una volta Gesù rompe con la tradizione: il racconto precisa che la guarigione è avvenuta di sabato, durante il periodo di Shabbat, giorno santo e consacrato a Dio, secondo i dettami della Torah, Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Soprattutto, in quanto discepoli di Gesù, dovranno vivere la carità, imitando l’amore di Dio e di Cristo sperimentato su di loro. Gesù dice: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». v. 22). 13-17). Ed un fare, così simile al racconto di creazione, come abbiamo visto, era assolutamente vietato. Le foto sono costruite per confondere i nostri occhi mimetizzando la presenza di queste persone all’interno del contesto urbano. 9 Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». Solo quando il cieco guarito venne cacciato, Gesù andò a cercarlo per interrogarlo sulla sua fede, per arrivare al culmine del riconoscimento quando il sanato esclama: «Credo, Signore!». E lo cacciarono fuori. Il processo è articolato in quattro scene, ma alla fine è Gesù ad annunciare il vero processo in corso, nel quale si rivela chi vede e chi è cieco. In tal modo ripete il gesto con cui Dio ha creato Adam, il terrestre, plasmandolo dalla polvere del suolo (cf. L'uomo risponde con ironia all'incredulità dei farisei, i quali erano convinti di possedere la verità, essendo essa interamente contenuta nella tradizione. Ecco l’approdo alla fede: l’uomo chiamato Gesù (v. 11), il profeta (v. 17), uno che viene da Dio (v. 33), il Figlio dell’uomo (v. 35), è il Kýrios (v. 38), il Signore. 23 Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l'età: chiedetelo a lui!».24 Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da' gloria a Dio! E la risposta dei farisei è ancora pienamente incentrata sulla tradizione che diviene verità assoluta, dimostrando in qualche modo di essere loro quelli che, in verità, non vedono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. (E. Bianchi). 13 Condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14 era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. A questo punto ecco che si svela il vero processo in corso. Le parole di accusa del profeta Geremia, assieme a quelle di Gesù, rimangono sempre attuali: «Anche la cicogna nel cielo conosce i suoi tempi; la tortora, la rondinella e la gru osservano la data del loro ritorno; il mio popolo, invece, non conosce il comando del Signore. IL CIECO NATO (Gv 9,1-41) 1 Passando vide un uomo cieco dalla nascita L'evangelista inizia la narrazione sottolineando che lo sguardo di Gesù [vide] si è posato sull'uomo immerso nelle tenebre per com-pletare in lui l'opera del Dio autore della luce, lui che si è già pre … «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: «Noi vediamo», il vostro peccato rimane» dice Gesù nel vangelo di oggi. Insegno Pluralismo e dialogo fra le religioni. Coronavirus, i trentini chiedono a Fugatti trasparenza sui dati. Una verità che passa attraverso la luce stessa, che la illumina, una luce che lascia essere l'altro e che in esso vede prima di tutto un'opera di Dio. Dopo aver celebrato al Tempio di Gerusalemme la festa di Sukkot/Capanne, festa autunnale nella quale si invocava l’acqua come dono di Dio per la vita piena, Gesù vede un uomo colpito dalla cecità fin dalla sua nascita nei pressi della piscina di Siloe. 36 Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 33 Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. In risposta, egli ironizza: “Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Quante di queste persone incrociamo ogni giorno andando in città e subito ne distogliamo lo sguardo perché un senso di colpa ci afferra. E lo cacciarono fuori.35 Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell'uomo?». Gli chiedono infatti: “Siamo ciechi anche noi?”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.8 Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». Anche i discepoli che sono con Gesù vedono questo cieco, ma con uno sguardo diverso. Perché in questa serie viene evidenziato il contrasto tra il vedere e il non vedere. Il mistero della persona di Gesù determina una discriminazione tra gli uomini, poiché di fronte alla manifestazione della luce essi possono rimanere illuminatio abbagliati: 1. un giudizio di condanna per chi non crede nella sua parola: i … Ti vogliamo bene.”. Chiedetelo a lui: ha l'età, parlerà lui di sé». Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo”. Dicono che egli era cieco dalla nascita, che ora ci vede, ma non sanno come ciò sia potuto accadere. Un pezzo di tela da usare come benda. Rispose: «Non lo so». Una Bibbia o Nuovo Testamento per ogni bambino. La serie “sleepers” (i dormienti) è stata realizzata a san Paolo in Brasile. Segue dunque la domanda: “Può un uomo che infrange il divieto di lavorare in giorno di sabato, dunque un peccatore, fare un’azione buona?”. Grazie. 17 Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». 40 Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Non ti diciamo buongiorno, non ti chiediamo cosa stai facendo. Ed egli diceva: «Sono io!». 6 Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7 e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe» - che significa Inviato. Quei farisei chiamano nuovamente l’uomo guarito e lo invitano ad ascoltare la solidità della loro dottrina. 16 Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». E si prostrò dinanzi a lui.39 Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Egli sta progredendo nella fede…. Come potete dire: Noi siamo saggi, la legge/Torah del Signore è con noi? Proviamo a seguire le tracce di questo racconto. Nel percorso attraverso la storia di salvezza che le domeniche di questa annata di Quaresima ci fanno percorrere, dopo la creazione dell’uomo e della donna (I domenica), l’elezione di Abramo (II domenica) e il cammino nel deserto di Israele liberato dall’Egitto (III domenica), oggi ci viene presentata l’elezione di David, il Messia. Ora ci vedo: il cieco nato 4 visualizza scarica. Gesù compie «un gesto di cura, terapeutico: impasta della polvere con la sua saliva e la spalma sugli occhi del cieco. 29 Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Non avviene, come in tanti altri racconti di miracolo, che il malato invochi Gesù e gli chieda la guarigione, ma è Gesù che, passando, vede, discerne un uomo bisognoso di salvezza.
2020 parabola del cieco nato spiegazione per bambini