Le posate non esistevano. Sii educato, mangia quel che ti presentano, se non vuoi essere disprezzato non fare rumore quando mastichi, per educazione sii il primo a smettere di mangiare e non fare l’ingordo per non suscitare disgusto. Si andava a tavola dopo aver fatto il bagno, i romani dopo essere stati alle terme. I campi obbligatori sono contrassegnati *. Spezzò il pane, porse il vino. In una Cena che è davvero l’ultima, dove il Maestro ha radunato i suoi discepoli per l’estremo saluto. Nelle varie ultime cene dipinte, Gesù e gli apostoli mangiano pani di tutti i tipi, ovviamente lievitati, anche dolci. L’agnello è simbolo di purezza, ma anche di sacrificio: la sua presenza preannuncia il prossimo destino di Cristo. Oggi più che mai, dunque, sentiamo il peso di risultati così importanti e di primati riconosciuti a livello nazionale e, certamente, continueremo a lavorare ancora di più e sempre meglio per tenere sempre alto il nome del Majorana. Continua a leggere →, All’avvicinarsi del Triduo Pasquale, che comincia con il ricordo dell’Ultima Cena, durante la quale Gesù ha istituito il sacramento dell’Eucarestia, ricordiamo alcuni dei tanti episodi che vedono Gesù commensale: e sono proprio tanti. Ma per chi come me è poco esperta di arte e molto interessata al cibo, la domanda, anzi le curiosità, nascono spontanee:  che cosa mangiò veramente Gesù, e che cosa gli hanno fatto mangiare i pittori di tutti i tempi? “Caminiti-Trimarchi” Santa Teresa Riva, I.I.S. dell’ultima novena; e, bianca, compare e sale al cielo, in una chiara notte, la luna piena. Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail. Pesce La prima raffigurazione artistica dell’ultima cena è in un mosaico della Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna, del VI secolo d.C. Sul tavolo non c’è traccia del vino ma, oltre al pane, compaiono due grossi pesci.Non è un caso: nella prima tradizione cristiana il pesce era un simbolo diffusissimo, che rappresentava Cristo Secondo gli storici, l’Ultima Cena si tenne in occasione della Pasqua ebraica e dunque è molto probabile che il menù fosse composto da erbe amare, pane azzimo e charoset (un dolce di frutta secca), mentre il vino (quasi sicuramente rosso) lo si bevve diluito con due parti d’acqua, secondo le usanze dell’epoca. Riflessioni ed emozioni: che cos’è la poesia? Insomma, molti artisti hanno rappresentato l’Ultima Cena in vari modi, tutti pieni di significato, ma cosa ci sia stato veramente, a parte il pane e il vino, resta ancora un mistero…   Certo è che non è finita a tarallucci e vino! Vi racconto questa storia affascinante. La nostra scuola ha sempre puntato sulla qualità della formazione e ha sempre avuto a cuore il raggiungimento dei successi scolastici e professionali dei nostri giovani. Si tratta del pane azzimo,  il pane non lievitato, in ricordo degli ebrei in fuga dall’Egitto che non avevano il tempo per preparare il pane normale. Nell’ultima cena di Tintoretto, realizzata tra il 1592 e il 1594 per la Chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia, compare una misteriosa torta decorata, raffigurata all’estremità del tavolo. Sulla tavola, coperta da una tovaglia finemente decorata, non mancano altri cibi, tra cui pane e formaggio. Mi insulti pure ma risolva problemi in Campania", Covid Torino, circolare liceo vieta Dad davanti a scuola, Calabria, Strada: "Accordo con Protezione civile, ora al lavoro", Calabria, Speranza: "Strada? Continua a leggere →, Tempo fa ho partecipato all’organizzazione di una serata che aveva lo scopo di raccogliere fondi per una associazione. Collaborano, in rete oltre trenta scuola della provincia, di ogni ordine e grado. Per coinvolgere lo spettatore, si racconta che il pittore decise di ambientare la scena in un luogo che assomiglia molto a una taverna dell’epoca, avvolgendo tutto in uno straordinario gioco di luci e ombre. L’agnello non fu però il solo tipo di carne riprodotto dagli artisti. Questo blog è una pagina Web personale e senza fini di lucro. Una delle pietanze più raffigurate nel Medioevo e nel Rinascimento fu l’agnello, dipinto per la prima volta in questo episodio dal Maestro del Libro di Casa, anonimo tedesco attivo tra il 1500 e il 1600. Nella tela prevale una prospettiva particolare, in cui gli Apostoli non vengono messi al centro della scena, che invece viene occupata da personaggi accidentali, come la donna che cerca un piatto in una tinozza o i servitori che prendono i piatti dal tavolo. Per il più straordinario dei misteri, Gesù ha scelto la più umana delle azioni: il mangiare. Non è un caso: nella prima tradizione cristiana il pesce era un simbolo diffusissimo, che rappresentava Cristo. La letteratura legata all’antica Palestina registra almeno 60 tipi di vino esistenti, classificati per età, colore, gusto e rubricati nelle categorie bianco; rosso; chiaretto; vino nuovo; vino vecchio; dolce; amaro profumato di assenzio; acido; cotto; affumicato; vino nero e scuro; vino con miele e spezie; vino con mirra. Quest’anno ricorre il Cinquecentenario della sua morte e in tante città si moltiplicano mostre, convegni ed eventi a lui dedicati. Gesù, in seguito alla lavanda dei piedi si riunisce attorno al tavolo con gli apostoli (Giovanni). Da notare la presenza di un gatto, in attesa di ricevere qualche avanzo. Lo faccio con un po’ di timore, non entro in considerazioni teologiche ma nello spirito di questo blog mi limito a fare un po’ di storia e cultura. Il menù era quello tipico della Pasqua ebraica (il Peseach), quello che quindi gli ebrei mangiano anche oggi: erbe amare, pane azzimo, charoset, agnello arrostito, vino. Offrire vino puro, allora, era considerato un’offesa. Con docile fedeltà, gli artisti di tutte le epoche partono dalle pagine evangeliche per illustrare l’episodio dell’Ultima Cena. Spezzò il pane, porse il vino. Il Charoset era una salsa, o meglio ancora un impasto di frutta. Se ti hanno costretto a mangiare troppo alzati, corri a vomitare e ti sentirai meglio“. Mar28. Il Ministro Azzolina in visita al Majorana, Comprensivo “Anna Rita Sidoti” Gioiosa Marea, Comprensivo Galluppi Santa Lucia del Mela, Comprensivo “San Francesco di Paola” Messina, I.I.S. E’ da tempo che faccio ricerche, leggo, mi informo, anche con l’occasione di eventi che ho organizzato legati appunto all’ultima cena in vesta “degustazione”. Nata a Rho, viaggiatrice e girovaga per lavoro e per passione. Sciascia Fermi Sant’Agata Militello, Doppia vittoria: per la Sicilia e per la nazionale italiana di rugby, Scopri come i tuoi dati vengono elaborati, L’ITT MAJORANA ATTIVA UN’AULA AD ALTA TECNOLOGIA PER IL CORSO QUADRIENNALE IN INFORMATICA, IL RITORNO DEGLI AC/DC CON IL NUOVO ALBUM “POWER UP”, Milano BookCity, la festa del libro quest’anno è in streaming, APPRENDISTATO DI I LIVELLO: IL CAIO DUILIO PROSEGUE I SUOI PERCORSI DI AVVIAMENTO AL LAVORO NEI QUATTRO SETTORI, Jannik Sinner vince a Sofia il primo torneo Atp, Gemellaggio e storica triangolazione culturale tra Hauteville-la-Guichard, Sezzadio e Troina, Nota del Rettore su emergenza Covid e Policlinico, Globalizzazione, i pro e i contro di un'integrazione tra i paesi del mondo. Progettato e curato da Nadia Toppino, nota Food Blogger Milanese, vuole andare in due direzioni: raccontare i Grandi Chef e i Grandi Protagonisti del mondo del food Italiano e valorizzare al tempo stesso i sapori tradizionali della nostra penisola, raccontandone al tempo stesso la Storia, facendovi quasi respirare il suo profumo. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. A fare capolino in una serie di affreschi diffusi in Friuli, Trentino e Veneto, sono invece i gamberi di fiume, leccornìe apprezzate da quelle parti che però celano vari significati. 5 cocktail ispirati a film: bartender e ricette, FOCUS per esorcizzare il Covid. Più nefaste le correzioni apportate al vino malriuscito, al quale si aggiungeva calce, gesso, resina, marmo polverizzato, conchiglie, pece, acqua di mare, erbe aromatiche, a volte anche la trementina (aiuto!!!). Ed era rosso. In una Cena che è davvero l’ultima, dove il Maestro ha radunato i suoi discepoli per l’estremo saluto. Ma cosa c’era sulla tavola dell’Ultima Cena? E si lavavano i piedi dopo l’antipasto e prima del pasto vero e proprio. E comunque senza rinunciare a un tocco “personale”, a un riferimento concreto, territoriale, caratteristico del tempo in cui lavorano, Così che nel “menù” della Cena del Signore, si ritrovano alcuni alimenti costanti, accanto a nuove cibarie, di volta in volta diverse, con ingredienti inattesi, per  lo più dalla significativa valenza simbolica. L’episodio rappresentato nel Cenacolo vinciano è quello dell’Ultima cena. La prima raffigurazione artistica dell’Ultima Cena è in un mosaico della Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna, del VI secolo d.C. Sul tavolo, non c’è traccia del vino ma, oltre al pane, compaiono due grossi pesci. Lo faccio con un po’ di timore, non entro in considerazioni teologiche ma nello spirito di questo blog mi limito a fare un po’ di storia e cultura. Per il più straordinario dei misteri, Gesù ha scelto la più umana delle azioni: il mangiare.E la più universale delle relazioni: il mangiare insieme.. A stabilirlo EDUSCOPIO, l’autorevole osservatorio scolastico italiano della Fondazione Agnelli, che nella sua indagine 2017 ha messo nero su bianco, riconoscendo al Majorana l’eccellente offerta formativa e posizionandolo al primo posto con ben 49,37 punti di credito. Per il più straordinario dei misteri, Gesù ha scelto la più umana delle azioni: il mangiare (assieme). Così che nel “menù” della Cena del Signore, si ritrovano alcuni alimenti costanti, ma anche, di volta in volta, nuove cibarie, inattesi ingredienti. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Ed ecco che i pittori si sono sbizzarriti arricchendo la tavola secondo le usanze del loro tempo o seguendo precisi canoni simbolici. Altri, al posto del charoset, usavano l’aceto o l’acqua salata. L’impasto dell’azzimo deve riposare diciotto minuti: uno in più e comincia a lievitare catturando le spore dei lieviti selvatici nell’aria. Analizzando i residui secchi, hanno scoperto che al vino venivano aggiunti miele, ginepro, mirto, cannella, olio di cedro e resine varie. (creativa), che è quella che metto anche nella curiosità e scoperta di nuove storie di cibo! Top Food – Storie di Cibo è un progetto editoriale di food blogging, ma sopratutto sensoriale dedicato al mondo del cibo e della buona tavola. Continua a leggere →. Siamo in Settimana Santa, e vorrei dedicare questo post all’Ultima Cena. Il pane che, mancando nel deserto, è offerto al popolo d’Israele nell’inaudito dono celeste della manna. Tutto rigorosamente crudo, si intingeva un boccone non più grande di un’oliva, in ricordo degli egizi che avevano amareggiato la vita degli ebrei. E’ significativo che il Sacramento più grande del cristianesimo sia stato istituito a tavola e abbia per oggetto pane e vino. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Per lavarsi le mani, intorno ai triclini dei Romani circolavano degli schiavi con anfore  e bacili pieni di acqua fresca e profumata e con salviette per asciugarsi. Per quanto riguarda le Erbe amare, si trattava di lattuga, usata come antipasto anche nei banchetti romani, oppure di germogli di cicoria selvatica o di sedano. Conoscete il menù dell’ultima cena? Ho approssimato di 69 posti...", Iraq, razzi contro ambasciata Usa a Baghdad, Calabria, M5S vuole Strada: "Chance irripetibile". L’obiettivo posso dire che è stato raggiunto, ma aveva proprio ragione san Francesco d’Assisi quando nella sua famosa Preghiera semplice diceva: “E’ dando che si riceve”. La più famosa opera che li raffigura è quella di Antonio Baschenis (fine del XV secolo) a Santo Stefano a Carisolo (Trento). Se sei in compagnia di molti non essere il primo a servirti. Perché i partecipanti sono stati generosi ma hanno ricevuto a loro volta dei doni: una bella cena, ottimo vino, piacevole compagnia e hanno anche imparato tante cose interessanti sulla storia e sulla cultura del vino. Continua a leggere →. Nella sua versione, all’interno della Pala della Maestà, Duccio di Buoninsegna (pittore senese della metà del 1200) lo sostituisce con quello che sembra un maialino arrosto. Cosparse di cannella e cinnamomo, a simboleggiare la paglia che si mischiava al fango, in ricordo del fango con cui gli schiavi ebrei in Egitto costruivano i mattoni. La pala della Maestà oggi è conservata nel Museo dell’Opera del Duomo a Siena. Più raffinate dei gamberi, sono ancora le ciliegie, cosparse sull’elegante mensa dipinta da Domenico Ghirlandaio intorno al 1486. Vi ho già parlato della Vigna di Leonardo (leggi qui) ma dalla sua biografia emergono altri episodi interessanti, che rivelano la sua eclettica personalità: ad esempio a Firenze, nei primi anni da apprendista, lo troviamo a fare il cameriere presso la Taverna delle Tre Lumache, vicino a Ponte Vecchio, per arrotondare lo scarno compenso. Covid, Miozzo: "Problema è capacità Regioni di riscontrare dati", Covid, Azzolina: "Test rapidi e ritorno graduale a scuola", Calabria, Protezione Civile con Emergency per ospedali campo e Covid hotel, Covid, Di Maio: "De Luca? Era così per i romani, è così anche per l’Ultima Cena, come racconta il Vangelo di Giovanni. Uno studio recente ha individuato tra le pietanze rappresentate anche un’anguilla, condita con spicchi d’arancia (o limone), un piatto molto diffuso nel Rinascimento. In ricordo dell'Ultima cena di Gesù Cristo il pane azzimo, sotto forma di ostie, viene utilizzato nell'Eucaristia da alcune confessioni cristiane (cattolici di rito latino, luterani), mentre altre Chiese (riformate, ortodosse, etc.) Vediamo allora innanzitutto di descrivere il contesto e la preparazione di quella Cena. Non rappresenta una testata giornalistica in quanto aggiornato senza alcuna periodicità. Il pane, sulla tavola dell’Ultima Cena, c’è sempre. Per maggiori informazioni: https://paneefocolare.com/2018/05/28/informativa-sulla-privacy/#more-1416. I dati inseriti nella mailing list sono utilizzati esclusivamente da me e solo per l’invio della Newsletter di cui sopra: non saranno divulgati a terzi e non è previsto l’invio all’estero. L’Antico Testamento (Siracide) prescrive come si sta a tavola. L’episodio si svolse durante la Pasqua ebraica. Viene raccontato nel Vangelo di Giovanni (13:21). Si prendevano i bocconi dal piatto comune con le tre dita della mano destra, pollice, indice e medio. Dormono: dalla mezzanotte Manca ancora più di un’ora; ed esplodono i fuochi d’artifici, si accendono i bengala, e si canta e si suona per tutto il vicinato... Ma il bambinello non è ancora nato, e non si è aperta ancora la chiesa. Per berlo: ParlaPiano, Budino al cioccolato: storia e videoricetta di Barolino babychef, Continuando accetti la nostra Privacy Policy. “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà” (Matteo). Suo contributo sarà importante", Covid Italia, Arcuri: "Terapie intensive? Dall'Egitto l'arte della panificazione passò in Grecia. Ma cosa c’era sulla tavola dell’Ultima Cena? Ad esempio in un’Ultima Cena affrescata nel 1541 nella chiesa di San Leonardo a Tesero, in Val di Fiemme, compare il bretzel, che dovendo lievitare per almeno due giorni era considerato un pane della festa. L’opera più famosa che rappresenta l’Ultima Cena è senza dubbio quella di Leonardo da Vinci, un dipinto parietale a tempera grassa, databile al 1495-1498 e conservato nell’ex-refettorio rinascimentale del Convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano. Continua a leggere →, Siamo in Settimana Santa, e vorrei dedicare questo post all’Ultima Cena. Senza rinunciare, spesso, a un tocco “personale”, a un riferimento concreto, territoriale, caratteristico del tempo in cui lavorano. Viva soddisfazione è stata espressa dal dirigente Stello Vadalà: questa “fotografia” statistica è la conferma che quella seguita in questi anni è la strada giusta. Ma nell’arte è tutta un’altra faccenda. Con una certa fedeltà, gli artisti di tutte le epoche partono dalle pagine evangeliche per illustrare l’episodio dell’Ultima Cena, innumerevoli volte replicato perché fulcro della fede cristiana, nell’istituzione dell’Eucaristia. Milano è una città piena di sorprese, i turisti si concentrano normalmente  sul Duomo e Sant’Ambrogio, sulla Pinacoteca di Brera e il Cenacolo, ma ci sono piccoli angoli nascosti che celano dei tesori pieni di fascino, testimoni di vicende storiche interessanti, che sfuggono al passante frettoloso. Qui inizio a raccontarvele e nel frattempo continuo a ricercare! Tra i più curiosi, c’è quello che ritiene i gamberi simbolo d’eresia e peccato, per via del loro muoversi “all’indietro” rispetto alla retta via. E così, da Leonardo a Veronese, dal Pontormo a Tintoretto, fino a Salvador Dalì e a Andy Warhol, l’Ultima Cena è stato uno dei soggetti prediletti dall’arte occidentale.
2020 pane dell'ultima cena