Nel sacrificio della croce, dove si compie la missione di Gesù (cfr Gv 19,28-30), Dio rivela che il suo amore è per ognuno e per tutti (cfr Gv 19,26-27). Conosciamo questi meravigliosi missionari che si adattano a situazioni di estrema povertà e a disagi di ogni tipo per realizzare questa loro missione a nome della Chiesa. E se passassero qui davanti a noi molto lentamente, al ritmo di 100 mila persone al giorno, impiegherebbero una vita (più di cento anni!). Dio continua a cercare chi inviare al mondo e alle genti per testimoniare il suo amore, la sua salvezza dal peccato e dalla morte, la sua liberazione dal male (cfr Mt 9,35-38; Lc 10,1-12). Tutti, però, hanno una dignità umana fondata sulla chiamata divina ad essere figli di Dio, a diventare, nel sacramento del Battesimo e nella libertà della fede, ciò che sono da sempre nel cuore di Dio. È l’amore che mette loro paura per i rischi e la vita durissima a cui i loro cari vanno incontro. Gesù ha affidato ai suoi apostoli e affida oggi a ogni cristiano il compito di far giungere la sua parola di salvezza a chi ancora non l’ha conosciuta. E sarà proclamato santo nel 2003. 18 ottobre 29ª domenica del tempo ordinario giornata missionaria mondiale «eccomi, manda me» (is 6,8) messaggio del santo padre francesco per la giornata missionaria mondiale 2020 Desidero esprimere la mia gratitudine a Dio per l’impegno con cui in tutta la Chiesa è stato vissuto, lo scorso ottobre, il Mese Missionario Straordinario. La mamma, in piedi davanti all’acquasantiera, offre l’acqua benedetta a tutti quelli che entrano dicendo: «Pregate, perché mio figlio non parta!». In un momento storico in cui realtà sembra suggerirci chiusure e limiti, la ricorrenza di questa giornata ci apre all’orizzonte delle missioni. Sostenere questi missionari ci fa sentire il grido di miliardi di nostri fratelli che hanno il diritto di ricevere la parola di Gesù. Infine nel 1961 (a 45 anni) vende l’azienda e comincia la costruzione di un grande ospedale a Macapà, in Brasile, sul Rio delle Amazzoni, dove si trasferisce definitivamente quattro anni dopo. Nessuno è escluso dall’amore di Dio, e nel santo sacrificio di Gesù Figlio sulla croce Dio ha vinto il peccato e la morte (cfr Rm 8,31-39). Sono convinto che esso ha contribuito a stimolare la conversione missionaria in tante comunità, sulla via indicata dal tema “Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo”. Poco più di due miliardi sono cristiani. Certo, c’è ancora chi fa la valigia e lascia tutto per terre lontane, ma ormai anche le nostre nazioni evolute e a suo tempo cristianizzate, oggi sono diventate terra di missione. La malattia, la sofferenza, la paura, l’isolamento ci interpellano. Dio ci ama sempre per primo e con questo amore ci incontra e ci chiama. 18 ottobre 2020 Giornata Missionaria Mondiale Ci prepariamo, insieme a tutta la Chiesa, a celebrare la Giornata Mondiale delle Missioni del 18 ottobre 2020, dal titolo “tessitori di fraternità”. E la preghiera, in cui Dio tocca e muove il nostro cuore, ci apre ai bisogni di amore, di dignità e di libertà dei nostri fratelli, come pure alla cura per tutto il creato. Nel suo MESSAGGIO PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2020 Papa Francesco così scrive: Chiediamo con forza al Signore che mandi ancora uomini e donne ad annunciare al mondo il Suo Vangelo e doni a tutti di essere missionari nell’oggi delle proprie realtà. Leggi Qui il messaggio del papa per la Giornata Missionaria Mondiale, LA NOSTRA PASTORALE GIOVANILE VOCAZIONALE, Copyright © 2014 Casa Madre Suore Adoratrici - Rivolta d'Adda - Cremona - Via S. Francesco d'Assisi, 16 - 26027 - Tel. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: “Siamo perduti” (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme» (Meditazione in Piazza San Pietro, 27 marzo 2020). Perciò, nel Mistero pasquale, la divina misericordia guarisce la ferita originaria dell’umanità e si riversa sull’universo intero. Siamo veramente spaventati, disorientati e impauriti. «La missione, la “Chiesa in uscita” non sono un programma, una intenzione da realizzare per sforzo di volontà. – celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale (18 ottobre 2020), proposta alla Chiesa universale perché ogni comunità cristiana della Terra, piccola o grande, si senta responsabile dell’evangelizzazione da attuare in tutto il mondo. Siamo disposti ad essere inviati ovunque per testimoniare la nostra fede in Dio Padre misericordioso, per proclamare il Vangelo della salvezza di Gesù Cristo, per condividere la vita divina dello Spirito Santo edificando la Chiesa? In questo anno, segnato dalle sofferenze e dalle sfide procurate dalla pandemia da covid 19, questo cammino missionario di tutta la Chiesa prosegue alla luce della parola che troviamo nel racconto della vocazione del profeta Isaia: «Eccomi, manda me» (Is 6,8). L’abbiamo eletto l’uomo più buono del Brasile per l’anno 1975». Felici sui passi di Gesù. Su questa barca... ci siamo tutti. «Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci vuole dell’eroismo per staccarsi dalla propria famiglia e dalla propria storia. La Santissima Vergine Maria, Stella dell’evangelizzazione e Consolatrice degli afflitti, discepola missionaria del proprio Figlio Gesù, continui a intercedere per noi e a sostenerci. MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2020, http://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/missions/documents/papa-francesco_20200531_giornata-missionaria2020.html. La Chiesa, sacramento universale dell’amore di Dio per il mondo, continua nella storia la missione di Gesù e ci invia dappertutto affinché, attraverso la nostra testimonianza della fede e l’annuncio del Vangelo, Dio manifesti ancora il suo amore e possa toccare e trasformare cuori, menti, corpi, società e culture in ogni luogo e tempo. Mentre noi occidentali sembriamo sazi e spesso indifferenti di fronte alla proposta cristiana, altrove, in molti paesi dove arrivano i missionari, essa viene accolta con entusiasmo, trasforma la loro vita e la società. A Limone sul Garda, don Daniele, giovane prete, celebra la messa nella chiesetta natale, prima di andare in missione. Questa disponibilità interiore è molto importante per poter rispondere a Dio: “Eccomi, Signore, manda me” (cfr Is 6,8). Gli abitanti del nostro mondo sono circa sette miliardi. È Cristo che fa uscire la Chiesa da se stessa. In questo contesto, la domanda che Dio pone: «Chi manderò?», ci viene nuovamente rivolta e attende da noi una risposta generosa e convinta: «Eccomi, manda me!» (Is 6,8). E questo non in astratto, ma nell’oggi della Chiesa e della storia. 00070920053 - Tutti i diritti riservati - © 2018 – 2020, Contenuti Riservati de L’Ora di Religione, Testimoni della fede e luoghi dello Spirito. Lungi dall’aumentare la diffidenza e l’indifferenza, questa condizione dovrebbe renderci più attenti al nostro modo di relazionarci con gli altri. Ma questa chiamata possiamo percepirla solo quando viviamo un rapporto personale di amore con Gesù vivo nella sua Chiesa. Marcello Candia è nato a Portici, presso Napoli, dove la famiglia si era temporaneamente trasferita da Milano per lavoro, terzo di cinque figli. Poi finisce per dirigere lui l’azienda. PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2020 «Eccomi, manda me» (Is 6,8) Cari fratelli e sorelle, Desidero esprimere la mia gratitudine a Dio per l’impegno con cui in tutta la Chiesa è stato vissuto, lo scorso ottobre, il Mese Missionario Straordinario. Ottobre missionario 2020 Il messaggio che Papa Francesco ci rivolge in vista della Giornata Missionaria Mondiale si caratterizza per una forte spinta vocazionale, ispirandosi alla vocazione del profeta Isaia: “Chi manderò?”, chiede Dio. Agendum, Istituto Bernardi Semeria Editrice Elledici - P.I./C.F. Nella missione di annunciare il Vangelo, tu ti muovi perché lo Spirito ti spinge e ti porta» (Senza di Lui non possiamo far nulla, LEV-San Paolo, 2019, 16-17). In questo contesto, la chiamata alla missione, l’invito ad uscire da sé stessi per amore di Dio e del prossimo si presenta come opportunità di condivisione, di servizio, di intercessione. Obbligati alla distanza fisica e a rimanere a casa, siamo invitati a riscoprire che abbiamo bisogno delle relazioni sociali, e anche della relazione comunitaria con Dio. È un esercito in crescita, una testimonianza molto significativa, che affianca quella dei sacerdoti e dei religiosi, e arriva anche là dove loro non possono operare. Non sempre è facile partire. A sua volta Gesù, crocifisso e risorto per noi, ci attrae nel suo movimento di amore, con il suo stesso Spirito, il quale anima la Chiesa, fa di noi dei discepoli di Cristo e ci invia in missione verso il mondo e le genti. E sono gli indiani, gli africani, gli asiatici a raggiungerci per annunciare nelle nostre città il Vangelo di Gesù. Marcello Candia, ricco industriale milanese, vive in Amazzonia da 10 anni, e ha speso tutte le sue sostanze con uno scopo ben diverso: per aiutare gli indios, i caboclos, i lebbrosi, i poveri. Oggi però, Giornata Missionaria Mondiale, vogliamo posare il nostro sguardo e con riconoscenza a chi ancora oggi abbandona tutto e con generosità si mette in viaggio pieno di entusiasmo per portare la luce della fede dove non è ancora arrivata. Questa chiamata proviene dal cuore di Dio, dalla sua misericordia che interpella sia la Chiesa sia l’umanità nell’attuale crisi mondiale. Nel 1975 il più importante settimanale brasiliano illustrato il Manchete di Rio de Janeiro, gli dedicò un articolo intitolato: «L’uomo più buono del Brasile», che incominciava con queste parole: «Il nostro paese è terra di conquista per finanzieri e industriali italiani. Per amore degli uomini, Dio Padre ha inviato il Figlio Gesù (cfr Gv 3,16). La carità espressa nelle collette delle celebrazioni liturgiche della terza domenica di ottobre ha lo scopo di sostenere il lavoro missionario svolto a mio nome dalle Pontificie Opere Missionarie, per andare incontro ai bisogni spirituali e materiali dei popoli e delle Chiese in tutto il mondo per la salvezza di tutti. Ma negli anni cinquanta comincia a riflettere sulla possibilità di diventare missionario laico. Il Concilio Vaticano II ha affermato chiaramente che in forza del battesimo e della appartenenza cristiana tutti siamo chiamati ad evangelizzare. Nel 1983, a 67 anni, rientra molto malato dal Brasile e muore il 31 agosto a Milano. È la risposta sempre nuova alla domanda del Signore: «Chi manderò?» (ibid.). Capire che cosa Dio ci stia dicendo in questi tempi di pandemia  diventa una sfida anche per la missione della Chiesa. Molti vengono da noi a impegnare i loro capitali allo scopo di guadagnarne altri. Felici sui passi di Gesù. La missione che Dio affida a ciascuno fa passare dall’io pauroso e chiuso all’io ritrovato e rinnovato dal dono di sé. Il dolore e la morte ci fanno sperimentare la nostra fragilità umana; ma nello stesso tempo ci riconosciamo tutti partecipi di un forte desiderio di vita e di liberazione dal male. L’impossibilità di riunirci come Chiesa per celebrare l’Eucaristia ci ha fatto condividere la condizione di tante comunità cristiane che non possono celebrare la Messa ogni domenica. L’ospedale lo intitola a san Camillo e a san Luigi per onorare la memoria dei suoi genitori. Come Maria, la madre di Gesù, siamo pronti ad essere senza riserve al servizio della volontà di Dio (cfr Lc 1,38)? MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCOPER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2020. Nel 1991, il cardinale Carlo Maria Martini apre il processo di canonizzazione, dal 2014 è venerabile. Marcello consegue tre lauree, in chimica, in farmacia e biologia e lavora nell’azienda del padre. A volte la resistenza dei famigliari si fa insistente: non sono tranquilli di fronte a questa scelta e cercano di impedirla. La nostra fede è per natura missionaria, come possiamo fermare questa forza? Quando ha 17 anni la mamma muore prematuramente, lasciando in lui un grande vuoto. La povertà di chi muore solo, di chi è abbandonato a sé stesso, di chi perde il lavoro e il salario, di chi non ha casa e cibo ci interroga. Per Dio, il male – persino il peccato â€“ diventa una sfida ad amare e amare sempre di più (cfr Mt 5,38-48; Lc 23,33-34). Quindi sono miliardi le persone che non hanno mai sentito parlare di Gesù. Dal padre Camillo, spirito laico e tollerante, eredita le capacità imprenditoriali, dalla madre, Luigia, la fede cattolica e l’amore per il prossimo. La vita umana nasce dall’amore di Dio, cresce nell’amore e tende verso l’amore. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Quel giovane prete è Daniele Comboni, fondatore dei Comboniani, che diventerà vescovo e uno dei più grandi missionari d’Africa. Celebrare la Giornata Missionaria Mondiale significa anche riaffermare come la preghiera, la riflessione e l’aiuto materiale delle vostre offerte sono opportunità per partecipare attivamente alla missione di Gesù nella sua Chiesa. Ricordiamo anche i volontari laici che si spingono in terra di missione. Come ogni anno – questo è il 94°! E ci chiede la nostra personale disponibilità ad essere inviati, perché Egli è Amore in perenne movimento di missione, sempre in uscita da sé stesso per dare vita. Guida 5, Passodopopasso 5. Tre miliardi sono coloro che praticano altre religioni (musulmani, ebrei, buddisti, induisti, confuciani, taoisti, scintoisti, ecc.). Già l’aver ricevuto gratuitamente la vita costituisce un implicito invito ad entrare nella dinamica del dono di sé: un seme che, nei battezzati, prenderà forma matura come risposta d’amore nel matrimonio e nella verginità per il Regno di Dio. Passodopopasso 5. In un momento storico in cui realtà sembra suggerirci chiusure e limiti, la ricorrenza di questa giornata ci apre all’orizzonte delle missioni. La missione è risposta, libera e consapevole, alla chiamata di Dio. Gesù è il Missionario del Padre: la sua Persona e la sua opera sono interamente obbedienza alla volontà del Padre (cfr Gv 4,34; 6,38; 8,12-30; Eb 10,5-10). La nostra vocazione personale proviene dal fatto che siamo figli e figlie di Dio nella Chiesa, sua famiglia, fratelli e sorelle in quella carità che Gesù ci ha testimoniato. Chiediamoci: siamo pronti ad accogliere la presenza dello Spirito Santo nella nostra vita, ad ascoltare la chiamata alla missione, sia nella via del matrimonio, sia in quella della verginità consacrata o del sacerdozio ordinato, e comunque nella vita ordinaria di tutti i giorni? Roma, San Giovanni in Laterano, 31 maggio 2020, Solennità di Pentecoste. : 0363 1806643 - Mail: info@suoreadoratrici.it PRIVACY. Ci prepariamo, insieme a tutta la Chiesa, a celebrare la Giornata Mondiale delle Missioni del 18 ottobre 2020, dal titolo “tessitori di fraternità”. È la madre che da bambino lo accompagnava in chiesa e talvolta lo portava con sé nella sua opera di assistenza ai poveri, nell’ambito della San Vincenzo. Sarà la prima di numerose opere, comprendenti ospedali, lebbrosari, centri sociali e di accoglienza. Oltre un miliardo di persone pratica culti particolari.
2020 giornata missionaria mondiale ottobre 2020